Il Made in Italy alimentare è una delle eccellenze del paese. Ma è anche un settore sempre più digitalizzato: tracciabilità elettronica, logistica automatizzata, produzione controllata da PLC, e-commerce B2B. La NIS2 inserisce la produzione, trasformazione e distribuzione alimentare tra gli «altri settori critici» dell'Allegato II, obbligando le aziende sopra soglia a proteggere questa infrastruttura critica.
Per molti imprenditori alimentari, la cybersicurezza è ancora un concetto estraneo. “Noi facciamo pasta, non software” è una frase che sento spesso. Ma un attacco informatico a un’azienda alimentare può avere conseguenze sulla sicurezza alimentare stessa: alterazione dei parametri di produzione, contaminazione dei dati di tracciabilità, blocco della catena del freddo.
Chi rientra nel perimetro
Il decreto parla di imprese alimentari (nel senso del Regolamento CE 178/2002) che si occupano di distribuzione all'ingrosso e di produzione industriale e trasformazione, sopra le soglie della media impresa: almeno 50 dipendenti, oppure fatturato e totale di bilancio entrambi oltre i 10 milioni di euro. Nella pratica: pastifici industriali, aziende lattiero-casearie, macelli, industrie conserviere, aziende di surgelati, grossisti food. Il commercio al dettaglio non è citato: per la GDO conta l'eventuale attività di distribuzione all'ingrosso.
Rischi specifici del settore
- Blocco della produzione — un ransomware che ferma le linee causa perdite immediate e deperimento materie prime
- Alterazione tracciabilità — la manipolazione dei dati di tracciabilità può avere implicazioni sulla sicurezza alimentare
- Catena del freddo — un attacco ai sistemi di refrigerazione può compromettere tonnellate di prodotto
- Proprietà intellettuale — ricette, processi, fornitori: il know-how alimentare italiano è un asset strategico
- Supply chain — la filiera alimentare è lunga e frammentata, con molti punti di vulnerabilità
Misure di adeguamento
Per un’azienda alimentare, l’adeguamento NIS2 non richiede stravolgimenti. Si parte dalle basi: inventario dei sistemi (inclusi i PLC delle linee e i sistemi di tracciabilità), segmentazione della rete (separare l’ufficio dalle linee produttive), MFA per gli accessi critici, backup dei dati di tracciabilità e produzione, formazione del personale. Quanto costa dipende soprattutto dallo stato dei sistemi esistenti: ne parliamo nella guida al costo di adeguamento NIS2.