Il Made in Italy alimentare vale oltre 180 miliardi di euro e rappresenta una delle eccellenze del paese. Ma è anche un settore sempre più digitalizzato: tracciabilità elettronica, logistica automatizzata, produzione controllata da PLC, e-commerce B2B. La NIS2 inserisce la produzione, trasformazione e distribuzione alimentare tra i settori importanti, obbligando le aziende sopra soglia a proteggere questa infrastruttura critica.
Per molti imprenditori alimentari, la cybersicurezza è ancora un concetto estraneo. “Noi facciamo pasta, non software” è una frase che sento spesso. Ma un attacco informatico a un’azienda alimentare può avere conseguenze sulla sicurezza alimentare stessa: alterazione dei parametri di produzione, contaminazione dei dati di tracciabilità, blocco della catena del freddo.
Chi rientra nel perimetro
Rientrano le aziende di produzione, trasformazione e distribuzione alimentare all’ingrosso con più di 50 dipendenti o fatturato superiore a 10 milioni di euro. Nella pratica, stiamo parlando di pastifici industriali, aziende lattiero-casearie, macelli, industrie conserviere, aziende di surgelati, grandi distributori food e GDO.
Rischi specifici del settore
- Blocco della produzione — un ransomware che ferma le linee causa perdite immediate e deperimento materie prime
- Alterazione tracciabilità — la manipolazione dei dati di tracciabilità può avere implicazioni sulla sicurezza alimentare
- Catena del freddo — un attacco ai sistemi di refrigerazione può compromettere tonnellate di prodotto
- Proprietà intellettuale — ricette, processi, fornitori: il know-how alimentare italiano è un asset strategico
- Supply chain — la filiera alimentare è lunga e frammentata, con molti punti di vulnerabilità
Misure di adeguamento
Per un’azienda alimentare, l’adeguamento NIS2 non richiede stravolgimenti. Si parte dalle basi: inventario dei sistemi (inclusi i PLC delle linee e i sistemi di tracciabilità), segmentazione della rete (separare l’ufficio dalle linee produttive), MFA per gli accessi critici, backup dei dati di tracciabilità e produzione, formazione del personale. Il costo di adeguamento NIS2 per una media azienda alimentare si stima tra 20.000 e 60.000 euro per la fase iniziale, in funzione della complessità dei sistemi esistenti.